Una delle top fakenews: vitamina D & Covid19

July 11, 2020

Nel sito dell’Organizzazione mondiale della sanità, nella pagina dedicata al COvid19, si legge che “while some western, traditional or home remedies may provide comfort and alleviate symptoms of mild COVID-19, there are no medicines that have been shown to prevent or cure the disease. WHO does not recommend self-medication with any medicines, including antibiotics, as a prevention or cure for COVID-19. However, there are several ongoing clinical trials of both western and traditional medicines. WHO is coordinating efforts to develop vaccines and medicines to prevent and treat COVID-19 and will continue to provide updated information as soon research results become available” (https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/question-and-answers-hub/q-a-detail/q-a-coronaviruses).

Una delle prime dieci notizie false maggiormente diffuse a proposito del Covid19, nel priodo febbraio-aprile 2020, secondo il monitoraggio Agcom, riguarda proprio il ruolo di cura e di prevenzione derivanti dall’assunzione di vitamina C e D. (Fonte: https://www.agcom.it/documents/10179/18199220/Documento+generico+01-04-2020/47636882-2d30-42dd-945d-ffc6597e685f?version=1.0)

Secondo un’indagine IQVIA per Pharmacyscanner, la diffusione di notizie false circa il ruolo degli integratori vitaminici per la cura e la prevenzione del Covid19 ha fatto esplodere la vendita di tali prodotti in Italia: “all’interno del segmento degli integratori, poi, merita attenzione il gruppo costituito da vitamine e polivitaminici, che nei giorni scorsi è finito al centro di un classico caso di “effetto gregge”. E’ nota a tutti la fake news costruita sull’audio di una falsa dottoressa che invita a consumare frutta e vitamine perché accrescono le difese contro il coronavirus ed esalta i benefici di un noto integratore. Nonostante numerose smentite (compresa quella della ditta produttrice) il messaggio ha ricevuto una tale eco da lasciare tracce sulle vendite in farmacia: «I dati di Iqvia» spiega Cavone «riferiscono di incrementi su base annua del 50% a valori e del 61% a volumi soltanto nella decima settimana (2-8 marzo). Il boom sembra già ridimensionarsi – rispetto alla settimana precedente le vendite risultano in calo del 5% – ma l’episodio dimostra che in questo momento il consumatore non è sempre quell’essere raziocinante che teorizzano gli economisti” (https://pharmacyscanner.it/lemergenza-da-coronavirus-sostiene-le-vendite-in-farmacia-di-senza-ricetta-12-nella-settimana-del-2-8-marzo/)

Con i colleghi Antonello Maruotti e Filippo Belloc abbiamo inviato un commento all'editor della rivista Aging Clinical and Experimental Research in relazione ad una ricerca che riteneva esserci una 'cruda relazione' tra esposizione al Covid19 (contagio e mortalità) e assunzione di vitamina D, spiegando come, a nostro avviso i dati e le analisi presentate non permettessero di validare statisticamente tale conclusione.

Qui il link alla nostra lettera: https://link.springer.com/article/10.1007/s40520-020-01618-9

 

Maruotti, A., Belloc, F. & Nicita, A. "Comments on: The role of vitamin D in the prevention of coronavirus disease 2019 infection and mortality" in Aging Clinical and Experimental Research (2020) https://doi.org/10.1007/s40520-020-01618-9 

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© 2006 byAntonio NIcita

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